A cura di Daniela Brignone e Valentina Bruschi

 

Palermo per la sua posizione geografica è stata da sempre crocevia di civiltà, residenza di dinastie, ma anche luogo di passaggio di narratori che ne hanno raccontato la storia e le bellezze. La città è più di un semplice spettacolo di arte, cultura, tradizioni: è l’espressione di un ricco sincretismo che, nel corso di migliaia di anni ha unificato paesi lontani tra loro e le ha conferito la fisionomia attuale. Parlare di Palermo significa, pertanto, raccontare secoli di storia mediterranea. Una storia che si muove da sempre intorno al rapporto tra la città e il suo mare e che in epoca greca le impose il nome di Panormos, tutto porto.

 

La posizione favorevole creò la fortuna della città nel tempo. Una città cresciuta sul mare e che dal mare ha tratto la propria linfa vitale. Un elemento che Palermo sta sviluppando ulteriormente attraverso progetti di riqualificazione orientati al recupero delle sue coste e delle antiche culture marinare. 

 

Un rapporto, quello tra Palermo e il mare, che ha ispirato la progettazione di unexpected homes, edifici in legno concepiti dalla creatività dell’artista e architetto palermitano Giuseppe Amato, architetture irreali ma fattibili nate dall’interazione tra uno stato d’animo e un luogo immaginario. Un luogo che può diventare concreto e che assume una connotazione ben precisa: il Foro Italico di Palermo con i suoi 30.000 mq. che sintetizza il passato, il presente e il futuro della città e in cui è possibile immaginare “case inaspettate”.

 

Il punto di partenza dell’analisi di Amato è il concetto di rovina da cui scaturisce l’ipotesi di integrazione e trasformazione attraverso un restauro trasformativo. 

Tre i progetti selezionati all’interno della mostra. Ognuno di essi esprime un legame con la storia, con la cultura e con la sostenibilità e proietta, al contempo, la città nel futuro.

 

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Prototype

Nautoscopio

Il Nautoscopio è il progetto più noto. Da dieci anni il suo prototipo svetta sul lungomare del Foro italico come una torre di controllo, un utopico punto di osservazione tra terra e mare che volge il suo sguardo verso le città del mondo. 

Il Nautoscopio, letteralmente “postazione per osservare le navi in transito”, realizza l’interazione tra

scultura, architettura, ingegneria meccanica ed ebanisteria, in un unico oggetto costruito. Un indicatore di luoghi che permette di godere del paesaggio da una posizione privilegiata. Rifugio che ruota attorno all’albero di un veliero, il Nautoscopio si solleva attorno ad esso fino a 20 metri sul mare, con la sola forza delle braccia, spalancando la visione sul mondo. Interamente finanziato da privati, il Nautoscopio è a Palermo come incubatore di proposte e di idee da condividere: da anni ospita, infatti, performance teatrali, dibattiti, conferenze, presentazioni di case editrici, nonché luogo esclusivo per cene, degustazioni di prodotti di eccellenze locali, per la conversazione e la meditazione. 

La costruzione sintetizza secoli di cultura che hanno fatto di Palermo la capitale del Mediterraneo; un punto di incontro tra popoli di qualunque razza determinato anche dalla felice posizione geografica al centro del Mediterraneo. Una porta aperta che sottolinea il significato di accoglienza, e uno sguardo sul mondo, un punto di inizio, di nascita, di civiltà e di culture, di relazioni sincretiche che hanno determinato la cultura attuale. 

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Concepcion

Concepcion, al contrario del Nautoscopio che si erge maestoso, ci addentra in ciò che è sommerso, si nutre di storie e leggende che alimentano la fantasia. Amato parte dalla rovina di un relitto insabbiato di una nave del II millennio a.C. per immaginare una storia: nella nave viaggiavano grammatici e filologi insieme ad un carico prezioso: centinaia di volumi, una vera e propria biblioteca galleggiante. Della nave si perdono le tracce, sepolta nella sabbia. Un archeologo siciliano riscopre il sito e l’antico progetto di Eratostene di Cirene: diffondere la parola scritta in tutto il mondo allora conosciuto. Il sogno di Eratostene di Cirene si traduce con la progettazione dell’intero complesso architettonico: la cartiera, gli archivi e la biblioteca. Anche Concepcion è dedicata alla storia di Palermo e al suo ruolo nel Mediterraneo Riportare la nave alla luce, alla vita assume un significato simbolico, scavare nel passato per riportare nel presente, che si connette con il luogo scelto come collocazione, costruito con il materiale di riporto dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

 

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Sixty Tons

Il concetto di sostenibilità è legato al terzo progetto. Sixty Tons, le 60 tonnellate di una struttura autoportante poggiata sugli scogli, completamente autosostenibile, nasce da una preesistente torre maestra usata dai pescatori per fare seccare il pesce. Progettata per l’isola di Brioni, fu pensata come avamposto strategico da utilizzare come un lussuoso alloggio per gli ospiti della famiglia proprietaria dell’isola. Il legno utilizzato è anch’esso sostenibile: proveniente dalla Slavonia, è scelto tra gli arbusti che muoiono spontaneamente, pur restando in posizione verticale, destinati ad essere abbattuti o bruciati. Amato li recupera e li utilizza. E’ un legno che comincia a stagionare prima ancora di essere tagliato e per questo risulta incorruttibile non essendo soggetto a particolari modifiche naturali successive. Tale metodo è stato brevettato da Amato con il nome di “Stagionato alla radice”. 

Sede

Affacciato sul litorale palermitano, il Loggiato San Bartolomeo è la sede più idonea: si erge come una torre che domina e fa da cerniera tra il territorio e il mare. L’ex ospedale secentesco che ospitava gli incurabili è uno spazio espositivo dalle ampie vetrate e con una terrazza panoramica che consentono la visuale sul Nautoscopio. E’ auspicabile la programmazione della mostra a partire dal mese di luglio 2020 in modo da ipotizzare attività collaterali serali presso il vicino Nautoscopio.  

Catalogo

La mostra sarà accompagnata da un catalogo che conterrà i testi delle curatrici, i disegni e i rendering dei progetti e le immagini del Nautoscopio. Il volume illustrerà la genesi del processo creativo per ogni progetto, i significati e le potenzialità. 

Autore

Giuseppe Amato was born in Palermo, Sicily, 1970. Starting as a biologist specializing in whales behavior at the University of Pavia, Giuseppe later has learned the art of design from his life mentor Sory Yanagi in Japan. 

 

His works were presented at ICFF in New York ADC, Isetan Department Store Gallery in Tokyo, Hankyu Gallery, Osaka, the 11th Istanbul Biennial and Moleskine Detour at the Museum Santral Istanbul and the Moma Design Store in Tokyo.

The Unexpected Homes series, dwellings conceived as installations of Public Art, started with the prototype Nautoscopio. After its presentation at the Green Energy Design Exhibition curated by Interni Magazine, with Philippe Stark, Toyo Ito, Michele De Lucchi and Ron Arad (model scale 1:5), his 36-tons visionary construction has been constructed in Palermo's harbour in 2009, becoming today one of the city's symbols. 

 

Chosen sketches of the Nautoscopio are published in the volume curated by Moleskine, Sotheby's and FAI La mano del Designer, 460 autografed drawings by 150 of the most prominent contemporary designers.

In 2010 Giuseppe Amato had partecipated at 12a Biennale Internazionale di Architettura, in Venice, at Mapping Contemporary Venice, with Moleskine and VIU, Venice International University. In 2019 Giuseppe Amato had partecipated at FutuRuins, an art exhibition at Fortuny Palace in Venice, with other works from Venetian Civic Museums and the State Hermitage Museum.

Giuseppe Amato lives and works primary in Milan, where his studio specializes in interior design of selected private houses, restaurants, and boutique stores. 

​Giuseppe Amato also worked and collaborated with Institutions and Companies, like: Aveda, Branca, Brioni, Caruso, FAI, Fastweb, Hankyu, ICFF, Isetan, Moleskine, Sotheby's, Vibram.

 

 

Contatti

For any further information, please call Giuseppe Amato Studio, Milano - ph. +39 3389856991

 

Alzaia Naviglio Grande 26, 20144 Milano, Italy

107 Suffolk St. New York, 10002 NY, USA

email: nautoscopio@gmail.com

 

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