Per una pedagogia spirituale.

Fin quando le persone occuperanno il posto che va contro la loro stessa natura come potrà esserci armonia sociale ed economica? Ciò non significa immobilità sociale; la cultura vedica prevede una mobilità sociale da un varna all’altro, ma ciò è possibile soltanto dopo un cambiamento interiore della persona, un mutamento della sua essenza. Innanzitutto bisognerebbe rendersi conto della propria reale natura, delle proprie caratteristiche essenziali; la scuola moderna tenta, in modo maldestro, di individuare tali aspetti, ma, in fondo, ne è incapace. Occorrerebbe una diversa pedagogia, spirituale, vedica o steineriana.

Ricordando l’importanza che l’educazione ha nella cultura vedica, ogni bambino veniva affidato alle cure di maestri autenticici e guidato al risveglio spirituale. In questo modo ogni persona può realmente prendere coscienza della propria natura e dei propri doveri sociali. La modernità “laica” ha invece trasformato la socializzazione secondaria in un patetico sistema nozionistico. Oggi anche la scuola è mercificata e il docente non è più un educatore, un “Socrate delle anime”, ma solo un produttore di voti e di rendimento scolastico. Anche questo è l’effetto di una coscienza sociale distorta.