A cura di Daniela Brignone e Valentina Bruschi

Palermo, per la sua posizione geografica, è stata da sempre crocevia di civiltà, residenza di dinastie, ma anche luogo di passaggio di narratori che ne hanno raccontato la storia e le bellezze. La città è più di un semplice spettacolo di arte, cultura, tradizioni: è l’espressione di un ricco sincretismo che, nel corso di migliaia di anni, ha unificato paesi lontani tra loro e le ha conferito la fisionomia attuale. Parlare di Palermo significa, pertanto, raccontare secoli di storia mediterranea. Una storia che si muove da sempre intorno al rapporto tra la città e il suo mare e che in epoca greca le impose il nome di Panormos, tutto porto. La posizione favorevole creò la fortuna della città nel tempo. Una città cresciuta sul mare e che dal mare ha tratto la propria linfa vitale. Un elemento che Palermo sta sviluppando ulteriormente attraverso progetti di riqualificazione orientati al recupero delle sue coste e delle antiche culture marinare. 

In quest’opera di trasformazione è stata individuata dalle istituzioni locali una vasta area che comprende l’ex Chimica Arenella, l’ex Manifattura Tabacchi, la stazione ferroviaria Sampolo, l’ex Mercato ortofrutticolo, il Porto, la Cala, il Castello a Mare-San Pietro, quest’ultimo destinato a diventare parco, con l’idea di potenziare le attività commerciali, le imprese e la ricettività, sviluppandole in termini di innovazione e creatività. Un sistema che consentirà, attraverso la concentrazione di reti e servizi, di offrire alle imprese le condizioni per un potenziamento delle proprie attività. Il waterfront di Palermo diventa così, simbolicamente, un’area di cerniera tra il mare e il centro urbano per lo smistamento e la diffusione di merci e punto di partenza di sperimentazioni creative. 

Un rapporto, quello tra Palermo e il mare, che ha spinto l’artista e designer palermitano Giuseppe Amato a posizionare nel 2010 il suo Nautoscopio proprio sul waterfront. Architettura “fantastica” ma realizzabile, il Nautoscopio è nato dall’interazione tra uno stato d’animo e un luogo immaginario. 

Amato mette a punto progetti di abitazioni concepite come installazioni di arte pubblica, di cui soltanto il Nautoscopio, situato sul Foro Italico di Palermo, è divenuto oggi un simbolo del rinnovato waterfront della città. Un luogo che può diventare concreto e che assume una connotazione ben precisa: il Foro Italico con i suoi 30.000 mq. sintetizza il passato, il presente e il futuro della città.

Drawings

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Models

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Prototype

La mostra

La mostra, per la realizzazione della quale si ipotizza come sede ideale il Loggiato San Bartolomeo, posizionato in prossimità dell’area del waterfront, si sviluppa sui tre piani dell’edificio e si conclude sulla terrazza. 

A piano terra e nel piano ammezzato, il percorso delinea una sintesi della storia di Palermo nel suo rapporto con il mare, raccontata attraverso un grande plastico che mostra le varie stratificazioni attraverso i secoli, disegni tratti da archivi, mappe, le fotografie dell’archivio Scafidi e video tratti dagli archivi dell’Istituto Luce e della RAI. La storia millenaria e il susseguirsi delle dominazioni hanno dato alla città e, in particolare, alla zona prospiciente il Foro Italico, una stratificazione culturale immensa e varia che, in gran parte, insiste tutt’oggi sul territorio: dalla dominazione fenicia che conferì alla città il nome di Zyz, fiore, a quella greca che le impose il nome di Panormos, tutto porto; da quella romana fino a quella bizantina che annesse la Sicilia all’Impero d’Oriente, rendendola così una provincia periferica, ma con le capacità espressive proprie nell’elaborare un’autonomia culturale ed economica. Gli Arabi la sottrassero a Bisanzio nell’883, consacrandola a centro islamico tra i più importanti in Occidente. Nel 1072 i Normanni approdarono sull’isola assoggettandone le popolazioni e sulla base urbanistica araba costruirono la Palermo cristianizzata. E così via, fino ad arrivare fino ai nostri giorni.

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La Palermo del XXI secolo mette in scena bellezza e creatività, luoghi e simboli, ma anche le speranze e i sogni, esprimendo una struttura sociale ed economica in via di sviluppo, una sensibilità visiva e una concezione estetica fatta di elementi misti che ne denotano la potenza e il fascino. Palermo guarda al passato con orgoglio, pensando con grande ottimismo anche al futuro. Una sezione che impegnerà anche parte del primo piano che completerà la descrizione del progetto per lo sviluppo del waterfront. 

L’ultimo piano sarà dedicato al progetto del Nautoscopio, opera di Giuseppe Amato che esprime un legame con la storia, con la cultura e con la sostenibilità e proietta, al contempo, la città nel futuro. Il punto di partenza dell’analisi di Amato è il concetto di rovina da cui scaturisce l’ipotesi di integrazione e trasformazione attraverso un restauro trasformativo. Da dieci anni il suo prototipo svetta sul lungomare del Foro Italico come una torre di controllo, un utopico punto di osservazione tra terra e mare che volge il suo sguardo verso le città del mondo. 

Il Nautoscopio, letteralmente “postazione per osservare le navi in transito”, realizza l’interazione tra

scultura, architettura, ingegneria meccanica ed ebanisteria, in un unico oggetto costruito. Un indicatore di luoghi che permette di godere del paesaggio da una posizione privilegiata. Rifugio che ruota attorno all’albero di un veliero, il Nautoscopio si solleva attorno ad esso fino a 20 metri sul mare, con la sola forza delle braccia, spalancando la visione sul mondo. Interamente finanziato da privati, il Nautoscopio è a Palermo come incubatore di proposte e di idee da condividere: da anni ospita, infatti, performance teatrali, dibattiti, conferenze, presentazioni di case editrici, ed è anche luogo esclusivo per cene, degustazioni di prodotti di eccellenze locali, per la conversazione e la meditazione. 

Un modello in piccolo, immerso in una vasca piena d’acqua, sottolineerà la funzione e la visione utopica di Amato, svettante dalle acque della spiaggia urbana del porto di Palermo. Disegni, fotografie e video esplicheranno in modo esaustivo il percorso creativo e progettuale.

La costruzione sintetizza secoli di cultura che hanno fatto di Palermo la capitale del Mediterraneo; un punto d’incontro tra popoli di qualunque razza, determinato anche dalla felice posizione geografica al centro del Mediterraneo. Una porta aperta che rimarca il significato di accoglienza, e uno sguardo sul mondo, un punto di inizio, di nascita, di civiltà e di culture, di relazioni sincretiche che hanno determinato la cultura attuale. 

Sede

Affacciato sul litorale palermitano, il Loggiato San Bartolomeo è la sede più idonea: si erge come una torre che domina e fa da cerniera tra il territorio e il mare. L’ex ospedale secentesco che ospitava gli incurabili è uno spazio espositivo dalle ampie vetrate e con una terrazza panoramica che consentono la visuale sul Nautoscopio. E’ auspicabile la programmazione della mostra a partire dal mese di luglio 2020 in modo da ipotizzare attività collaterali serali presso il vicino Nautoscopio. 

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Catalogo

La mostra sarà accompagnata da un catalogo che conterrà i testi delle curatrici, i disegni e i rendering dei progetti e le immagini del Nautoscopio. Il volume illustrerà la genesi del processo creativo per ogni progetto, i significati e le potenzialità. 

Autore

 

Giuseppe Amato was born in Palermo, Sicily, 1970. Starting as a biologist specializing in whales behavior at the University of Pavia, Giuseppe later has learned the art of design from his life mentor Sory Yanagi in Japan. 

 

His works were presented at ICFF in New York ADC, Isetan Department Store Gallery in Tokyo, Hankyu Gallery, Osaka, the 11th Istanbul Biennial and Moleskine Detour at the Museum Santral Istanbul and the Moma Design Store in Tokyo.

The Unexpected Homes series, dwellings conceived as installations of Public Art, started with the prototype Nautoscopio. After its presentation at the Green Energy Design Exhibition curated by Interni Magazine, with Philippe Stark, Toyo Ito, Michele De Lucchi and Ron Arad (model scale 1:5), his 36-tons visionary construction has been constructed in Palermo's harbour in 2009, becoming today one of the city's symbols. 

 

Chosen sketches of the Nautoscopio are published in the volume curated by Moleskine, Sotheby's and FAI La mano del Designer, 460 autografed drawings by 150 of the most prominent contemporary designers.

In 2010 Giuseppe Amato had partecipated at 12a Biennale Internazionale di Architettura, in Venice, at Mapping Contemporary Venice, with Moleskine and VIU, Venice International University. In 2019 Giuseppe Amato had partecipated at FutuRuins, an art exhibition at Fortuny Palace in Venice, with other works from Venetian Civic Museums and the State Hermitage Museum.

Giuseppe Amato lives and works primary in Milan, where his studio specializes in interior design of selected private houses, restaurants, and boutique stores. 

​Giuseppe Amato also worked and collaborated with Institutions and Companies, like: Aveda, Branca, Brioni, Caruso, FAI, Fastweb, Hankyu, ICFF, Isetan, Moleskine, Sotheby's, Vibram.

 

 

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Contatti

For any further information, please call Giuseppe Amato Studio, Milano

ph. +39 3389856991 - email: nautoscopio@gmail.com

Alzaia Naviglio Grande 26, 20144 Milano, Italy

107 Suffolk St. New York, 10002 NY, USA

 

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